Chocolat
Non per il giardino in sé – nel film non se ne vede uno – ma per quell’atmosfera: l'atmosfera che cambia il ritmo della vita, in cui si da spazio a piccoli piaceri, all' accoglienza, agli sguardi autentici.
Quando, questa settimana, ho incontrato il designer Dirk Wynants e abbiamo parlato del modo in cui i paesi nordici vivono il giardino, ho pensato proprio a questo: non uno spazio da esibire, ma un luogo da abitare, partendo da ciò che ci fa stare bene.
E forse è questo il vero cambiamento che vogliamo oggi anche in Italia: passare da un’estetica fredda e “da rivista” a una bellezza calda, personale, dove ogni angolo racconta qualcosa di chi lo vive.
Nel mio giardino, come nel tuo.
Il problema?
Spesso il giardino viene vissuto come un insieme di scelte da fare: quale siepe mettere? Meglio la ghiaia o il prato? Irrigazione automatica sì o no?
Tutti dettagli importanti, certo… ma troppo spesso si dimentica il perché di fondo.
Un giardino non è solo un puzzle da comporre: è uno spazio che racconta chi sei, racconta la tua storia e i tuoi valori.
È un’estensione della tua villa o della tua struttura, e quindi della tua vita, del tuo modo di vedere l'accoglienza.
La mia esperienza personale
Ricordo quando mio figlio, che ora ha quasi vent’anni, era piccolo e passava i pomeriggi in giardino con un barattolo in mano a raccogliere insetti, foglie, sassi, assaporando la scoperta e la meraviglia.
Quello spazio era il suo mondo. Non perfetto, non disegnato al millimetro.
Ma vivo.
E forse oggi, anche noi adulti, abbiamo bisogno di questo: uno spazio dove rallentare, dove lasciare che le cose crescano anche da sole, dove non tutto deve essere sotto controllo... Abbiamo bisogno di Natura!
Un luogo da abitare davvero
Nei paesi nord europei si sta fuori anche al freddo, anche con la pioggia e il giardino non è mai solo decorazione: è spazio sociale, è spazio di relazione.
Si cura, ma si usa.
Ci si cena anche sotto i 10°, si accendono candele sotto le piante, ci si mette una coperta sulle gambe e si resta a chiacchierare fino a sera.
È un’idea di giardino che include l’imperfezione e induce a godere delle piccole cose anche con pioggia o freddo — anzi, proprio nonostante il clima.
E allora?
Forse vale la pena chiedersi: il mio giardino mi assomiglia davvero? È fatto per essere vissuto o solo per essere guardato?
Io lo faccio ogni volta con voi nei miei progetti: in call prima ti chiedo cosa sogni di fare, lì fuori.
Solo molto dopo scelgo le piante.
Se anche tu stai pensando che vorresti uno spazio che racconta la tua storia, ti accompagna nel tempo, ti fa stare bene, allora possiamo parlarne.
👉 Prenota una call gratuita con me e troviamo insieme la soluzione giusta per te! Qui trovi il link al mio calendario
https://tidycal.com/ambrafabbian/60-minute-meeting-free
Se invece vuoi progettare o riprogettare il giardino della tua struttura a modo tuo, seguendo il tuo ritmo?
Ho creato un per-corso pensato appositamente per le esigenze di B&B, agriturismi e case vacanze. Concentrato su come valorizzare ogni centimetro del tuo giardino per far crescere il tuo business.
QUI trovi tutte le informazioni
La primavera è esplosa (anche troppo!)
Hai già scaricato la mia guida per scegliere le piante con consapevolezza?
I bellissimi balconi delle città si riempiono già dei colori delle annuali ma per riempire un giardino con consapevolezza non bastano! Clicca qui per sapere riconoscere perenni ed annuali con la mia guida
A prestissimo
Ambra
0 comments