Ambra Fabbian

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Cosa vedo quando guardo il tuo giardino?

(non è quello che pensi...)

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In queste settimane la mia borsa è piena di taccuini, mappe, metri e campioni di suolo da analizzare... cose poco romantiche insomma!


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Ho attraversato la Pedemontana piemontese, ho respirato il salmastro della Costa Ligure, mi sono persa tra i Colli Euganei e a breve risalirò le asprezze dell’Appennino marchigiano. 


Quattro mondi distanti migliaia di anni luce tra loro.

Spesso poi, quando arrivo per un sopralluogo, vengo accolta con una punta di imbarazzo. "Scusa per il disordine, Ambra", "Quella pianta è morta, non guardarla", "C’è quel mucchio di attrezzi che dobbiamo spostare".


Sento il vostro imbarazzo. È il timore di mostrare il giardino nel suo momento di fragilità, come se il disordine fosse un fallimento personale.


Beh! Voglio dirti una cosa: io non vedo quel disordine.


Mentre molti corrono nei vivai spinti dalla frenesia di marzo, io passo il mio tempo in silenzio a interrogare l’anima del luogo dove nascerà il nuovo giardino. Non vedo l’attrezzo dimenticato: cerco il Genius Loci.


Perché progettare seguendo la natura e il paesaggio che circonda il giardino non è una scelta estetica, è un patto biologico. Significa smettere di guardare le piante come oggetti d’arredo e iniziare a vederle come una comunità.


In natura, nessuna pianta vive isolata. Esistono alleanze invisibili sotto la superficie del suolo di cui sappiamo ancora poco o nulla (Mancuso docet!). Un giardino progettato come un ecosistema non ha bisogno di "aiuti" esterni costanti perché le piante si proteggono a vicenda.


Non si sceglie una specie solo perché è bella; la si sceglie perché il suo apparato radicale è il partner perfetto per quel tipo di terra, perché la sua traspirazione dialoga con quel microclima, perché la sua fioritura sostiene la biodiversità locale.


Il mio compito è dare a questi processi una cornice di bellezza e struttura.


Perché ci vuole tempo per essere "semplici". 

Capite perché non posso progettare in una settimana? Perché per interpretare queste alleanze silenziose serve un’analisi attenta su più livelli. Un progetto serio richiede uno studio sartoriale. È un lavoro di ascolto che non ammette fretta.


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Se desideri un giardino che non sia un catalogo, ma un pezzo di paesaggio che vibra in armonia con il luogo — e se hai voglia di mostrarmi il tuo spazio così com'è, senza filtri — iniziamo a parlarne adesso.


Progettare durante la primavera e l'estate significa essere pronti per il momento agronomico perfetto: il prossimo autunno. Seguo personalmente ogni fase, dalla visione al cantiere, per questo posso accogliere solo pochi nuovi progetti per la prossima stagione di impianto.


Puoi candidare il tuo spazio qui:

👉 [CANDIDA IL TUO PROGETTO PER IL 2026]

Non avere paura del disordine. Io sto già guardando la musica che c'è sotto.


Un caro saluto,

Ambra


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