Forse ne hai sentito parlare (o forse no...)
È un movimento che negli ultimi anni ha preso sempre più piede, arrivando di recente anche sulle pagine di riviste prestigiose come Elle Decor: il “No Mow May”.
L'idea, nata in Gran Bretagna, è semplice e poetica: per tutto il mese di maggio non si taglia l'erba. Si lascia che la natura faccia il suo corso per favorire la biodiversità. Un'immagine romantica, meravigliosa.
C'è solo un piccolo problema: noi non siamo nella verde e umida campagna inglese.
Se in Italia smetti improvvisamente di tagliare un classico prato ornamentale seminato, raramente ottieni la distesa fiorita da fiaba che si vede nelle immagini più romantiche del No Mow May. Molto più spesso, ti ritrovi con un groviglio disordinato che al primo caldo si secca, dando alla casa un aspetto di totale abbandono.
Ma allora, come si fa a ridurre la "schiavitù" del tosaerba mantenendo l'eleganza?
La risposta è in quello che io chiamo Ecologia Pratica. Il trucco non è non fare nulla, ma guidare i processi naturali con intelligenza.
Proprio in questi giorni sto lavorando al progetto per una grande tenuta. Il proprietario, ama occuparsi del verde, ma inizia a sentire il peso enorme delle continue rasature su superfici così vaste. Per alcune zone ancora da sistemare, gli ho proposto un'alternativa.
Invece di spiegartela a parole, voglio fare una cosa insolita e incollarti qui sotto lo screenshot di un messaggio WhatsApp che gli ho mandato la scorsa settimana.
Noterai che ho oscurato i nomi delle due aziende produttrici: sono le mie "armi segrete" che riservo ai miei clienti. (Ci tengo a fare una precisazione doverosa: non sono un'influencer nonostante usi i social per divulgazione e non vengo pagata per citare brand. Li scelgo e li consiglio unicamente perché, dopo anni di esperienza in cantiere, so che garantiscono risultati d'eccellenza).
Ma se l'idea del prato temporaneo a bassa manutenzione ti incuriosisce, rispondi a questa mail e ne parleremo in privato!
Nel messaggio, come vedi, parlo di un paio di foto di ispirazione (in realtà un paio è un eufemismo...). Ho pensato di condividerne qualcuna anche qui con te (sono tratte da Pinterest, e sono esattamente quelle che ho usato per far visualizzare al cliente il risultato finale):
Ho voluto condividere questo dietro le quinte perché racchiude l'essenza dell'Editing d'Autore: l'eleganza non deriva dal forzare la natura, ma dall'assecondarla con intelligenza.
Il segreto di cui parlo (il contrasto tra il prato lasciato volutamente fiorito e i piccoli sentieri tagliati a raso) è il dettaglio che trasforma un campo incolto in un pezzo di vero design paesaggistico. L'occhio percepisce la cura, non l'abbandono.
Maggio sta finendo, ma la vera sfida secondo me non è spegnere il tosaerba per un solo mese. È capire dove lasciare spazio alla vita selvatica e dove, invece, mantenere il rigore dell'architettura.
Tu hai mai pensato di lasciare una zona del tuo giardino un po' più "ribelle", magari incorniciandola con un sentiero ben definito?
Un caro saluto,
Ambra
P.S. Giovedì scorso ho chiuso ufficialmente le prenotazioni per i Design Audit estivi. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno bloccato il loro posto, non vedo l'ora di iniziare a lavorare sulle vostre architetture verdi! Ci risentiamo in autunno per i nuovi slot.
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