Esattamente un anno fa ero presa (come ogni anno) dai miei vari progetti per altrettanti giardini e nella mail ho trovato questo messaggio con tanto di foto che mi ha fatto sorridere:
Sono sempre flessibile negli appuntamenti perchè, da mamma e lavoratrice, so quanto è difficile far quadrare tutto, quindi ci siamo sentite verso sera dopo pochi giorni ed è stata una bellissima call!
Non capita spesso che le persone descrivano chiaramente il problema che hanno nelle proprie aree verdi.
Paola sì.
Una donna carismatica, con una professione che trasforma le vite. Energia da vendere, idee chiare, voce sicura. Sapeva esattamente dove voleva intervenire e perchè: “Ambra! Il mio giardino dice tutto tranne che sono una coach.”
Il suo giardino d’ingresso era un disastro: un viottolo stanco, piante agonizzanti o scelte a caso, qualche vaso sbiadito dal tempo.
Insomma, il contrario di lei.
Quando ci siamo sentite mi ha detto:
“Io lavoro con le persone. Le accolgo.
Ma il mio spazio esterno sembra dire: non entrare.”
Un paradosso interessante: la sua professione parlava chiaro, il suo giardino no.
Se mi segui su Instagram saprai che ne parlo spesso...
Mi sono resa conto che, spesso, il giardino viene percepito come un accessorio, un “dopo” rispetto agli spazi interni.
E invece è il primo luogo che parla di chi vive e lavora dietro la porta d'entrata.
Prima ancora che le persone varchino la soglia di casa o, come nel caso di Paola, dello studio.
Ecco cosa ho notato ancora una volta con questo progetto (e in molti altri simili):
👉 Un giardino comunica, sempre.
La vera domanda è: sta dicendo ciò che vuoi trasmettere?
Nel caso di questa cliente, il messaggio era confuso. Ma bastava poco per cambiarlo.
Abbiamo ripensato e creato un nuovo ingresso usando piante scenografiche ma semplici da gestire:
✨ Un acero giapponese rosso acceso, Phormium tenax, Heuchera viola e arancio, Agapanthus…
Un mix deciso, fluido, vibrante – proprio come lei.
Il risultato?
Chi arriva ora si sente accolto, stimolato, incuriosito. Entra nello studio con tutt'altro mood!
E lei si sente finalmente rappresentata anche fuori casa.
E tu? Hai mai guardato il tuo giardino con occhi nuovi?
Quanti giardini raccontano una storia che non ci somiglia più?
Quanti spazi parlano di chi eravamo – e non di chi siamo oggi?
Sia che tu gestisca un B&B, uno studio professionale o una casa privata…
Il tuo giardino è una narrazione.
Ma è ancora quella giusta per te?
Se vuoi cambiare la storia, si può fare
Se hai avuto un dubbio leggendo queste righe, è un buon segno: stai già ascoltando il tuo spazio.
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Parliamo del tuo giardino e di come può iniziare a raccontare meglio chi sei davvero.
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Ambra
Garden designer per chi ha qualcosa da raccontare – anche con le piante.
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