1. Non era come lo avevate immaginato
Sette giorni fa vi scrivevo del conto alla rovescia. Oggi la campanella è suonata per davvero, in tutta l'Emilia-Romagna, e davanti ai cancelli si è ripetuto lo stesso caos di ogni anno. Le mamme che vorrebbero parcheggiare l'auto dentro l'aula, se solo il portone fosse un filo più largo. I bambini alla loro prima volta, quelli che urlano disperati come se il mondo finisse lì, sul marciapiede. Gli altri, i veterani, che invece procedono verso l'ingresso con l'andatura svogliata di chi ha già capito tutto e rimpiange gli ozi di ieri. Il nervosismo dei genitori che provano a sembrare tranquilli e non ci riescono.
E poi quello, ce n'è sempre uno, che si commuove più del figlio - mentre il bambino è già tre passi avanti, distratto da tutto tranne che dalla scena madre. Non era come ce l'eravamo immaginata nei giorni prima. Non lo è mai. Ed è proprio quel disordine, non la foto di gruppo composta davanti al cancello, quello che vale la pena fermare.
2. Ottobre si sta riempiendo prima del previsto
L'agenda di ottobre-novembre è aperta da una settimana e i primi posti per la luce di maternità autunnale - quella finestra breve, le prime due o tre settimane di ottobre, quando il taglio della luce è ancora caldo ma l'aria è già più tersa - si stanno esaurendo più in fretta di quanto pensassi. Se ci stavate pensando, questo è il momento di scrivermi, non la settimana prossima.
3. La luce ha già cambiato orario, e nessuno ve l'ha detto
A fine agosto la luce migliore arrivava dopo le sei e mezza. Questa settimana è già tutta un'altra storia: il sole scende prima, l'angolo si abbassa, e alle cinque e mezza - alle volte anche prima - la luce è già quella morbida e radente che ad agosto arrivava un'ora più tardi. Se avete in mente una sessione all'aperto, il consiglio è anticipare l'orario che avevate in testa. Chi si presenta ancora convinto dell'appuntamento delle sette rischia di trovare una luce già piatta, o il sole già sparito dietro gli alberi.
Buon inizio anno.
Luigi Alighieri - 338 809 5217
P.S. Max e Fru hanno ricominciato a passare più tempo in casa, soprattutto la notte e la mattina presto, quando l'aria nel bosco si fa fredda prima che altrove. Il piccolino li osserva da fuori, curioso, ma non si azzarda ancora a varcare la soglia - resta sul confine, come se dentro casa ci fosse una regola che non conosce ancora. Poi è arrivato il veterinario, in settimana, a controllare le orecchie: vivere liberi nel bosco vuol dire anche acari, ogni tanto. Nessuno dei due l'ha presa bene.
Chi è arrivato da poco e si è perso le avventure di Max e Fru, può leggerne l'archivio qui
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