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L'età che nessuno fotografa

I denti che cadono, il bosco verde di aprile, e un cartoncino da consegnare a mano. Tre cose da non rimandare.

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L'età spettinata

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C'è una fascia d'età che quasi nessun genitore pensa di fotografare. Non i neonati — quelli li fotografano tutti, giustamente, perché cambiano di settimana in settimana e la paura di perdere qualcosa è fortissima. Non i traguardi — la Prima Comunione, la laurea, il diploma — perché lì la foto è quasi un rito sociale, una scatola da spuntare. Parlo dei bambini tra i sei e gli undici anni.


Quelli con i denti da latte che cadono uno alla volta lasciando buchi assurdi nel sorriso. Quelli con le ginocchia sbucciate e le scarpe sempre slacciate. Quelli che iniziano a sviluppare un'opinione precisa su tutto — il colore della maglietta, la canzone che si ascolta in macchina, se i broccoli siano o meno un crimine contro l'umanità.


È un'età che i genitori vivono spesso in modalità sopravvivenza, tra compiti, attività, discussioni sul tablet e quel rumore di fondo costante che è la vita familiare con un bambino in piena espansione. Ed è esattamente per questo che non ci si ferma a guardare. Non davvero.


Quando ci fermiamo noi, in uno shooting, succede qualcosa di strano. I bambini di quell'età non sanno ancora fare la "posa per la foto" — quella cosa rigida e un po' imbalsamata che imparano dopo. Fanno ancora le stesse facce che fanno a casa. Si annoiano. Si distraggono. Ridono per cose che non si capisce bene perché siano divertenti. Ed è lì, in quel momento di disattenzione, che viene fuori chi sono davvero. Io quel momento lo aspetto sempre. È il mio preferito.

Se hai un figlio tra i sei e gli undici anni, questo è il momento giusto. Non perché debba succedere qualcosa di importante. Proprio perché non sta succedendo niente di speciale — e tra dieci anni quella normalità lì varrà tutto.


02

Il cartoncino fisico

La settimana scorsa ti parlavo del voucher fotografico come regalo per la Festa della Mamma. Oggi ti dico una cosa più concreta: se vuoi il cartoncino fisico — quello stampato, da mettere in una busta vera e consegnare a mano — questa è l'ultima settimana utile.


Non è una di quelle urgenze inventate per farti cliccare più in fretta. È proprio una questione di tempi: stampa, ritiro o spedizione, e il margine per arrivare entro il 9 maggio si sta assottigliando. Chi preferisce il digitale ha ancora qualche giorno in più di respiro. Ma se vuoi che tua madre trovi qualcosa di fisico in mano — un oggetto piccolo, pensato, che dice ci ho messo tempo a sceglierlo — allora bisogna muoversi adesso.


Acquista il voucher entro giovedì 24 aprile per ricevere il cartoncino fisico in tempo per la Festa della Mamma.


Il voucher digitale rimane disponibile fino al 9 maggio.


Acquista il voucher!



03

Quando i campi sono ancora verdi

Ogni agosto ricevo messaggi più o meno così: "Ciao, vorremmo fare una sessione in esterna, ci suggerisci un bel campo di lavanda? O magari un prato fiorito?" È una richiesta bellissima, e capisco perfettamente l'immagine che hanno in testa. Il problema è che quell'immagine esiste solo adesso — non ad agosto.


Ad agosto la lavanda è già stata raccolta da settimane. I campi di grano sono brulli, gialli, con qualche stoppino rimasto. Il bosco — quello che in primavera è vivo di un verde quasi irreale, saturo e lucente come se qualcuno ci avesse messo la vernice — ad agosto è stanco, assetato, polveroso. Gli unici che reggono sono i girasoli, ma crescono spesso lontano dalle strade principali e sono scomodi da raggiungere, soprattutto con una famiglia e bambini al seguito.


Il momento che le persone immaginano quando pensano a "una foto nella natura" è adesso. Fine aprile, tutto maggio, al massimo i primi di giugno. L'erba è alta, i colori sono quelli giusti, l'aria ha ancora quella qualità morbida che poi sparisce con il caldo. Io i posti li conosco bene — e in questo periodo riesco a portarti esattamente nell'immagine che hai in testa, non in un suo ricordo sbiadito.


Le agende di maggio stanno aprendo proprio in questi giorni. Se stavi pensando a una sessione in esterna — famiglia, bambini, pancione — il momento di prenotare è questo.


P.S. — Max ha finito le pillole. Tre giorni fa, ultima compressa, poi è uscito come se avesse altro da fare. Persefone lo ha ignorato con quella dignità glaciale che hanno solo i gatti molto anziani e molto consapevoli di sé. Tutto torna alla normalità, il che nel bosco vuol dire che la normalità è già piuttosto straordinaria.


Luigi Alighieri

338 809 5217

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