Ciao ,
C'è un momento esatto, a marzo, in cui capisco che l'inverno è finito. Non guardo il calendario, guardo la luce che entra dalle vetrine del mio studio.
L'angolo del sole si alza, le ombre diventano meno taglienti, e l'aria sembra riempirsi di una polvere dorata.
Per me, la fotografia è come il cinema degli anni '70 e '80 con cui sono cresciuto: la luce non è solo un mezzo per far vedere le cose, è la voce narrante della storia.
Quando mi contattate per una sessione – che sia per l'attesa di un bimbo o per un ritratto di famiglia – la prima cosa che faccio non è accendere la macchina fotografica. È ascoltare. Ascolto la vostra storia, cerco di capire il vostro "colore" emotivo.
Solo dopo inizio a progettare il set. Non uso sfondi preimpostati, uguali per tutti. Ora che la primavera si avvicina, sto lavorando con tessuti più leggeri, elementi naturali e fondali che richiamino il risveglio della natura. Ma ogni set viene discusso e cucito su di voi, in base a quello che volete raccontare.
Volevo condividere con te questo piccolo dietro le quinte del mio lavoro, perché credo che la vera differenza tra "fare una foto" e "creare un ritratto" stia proprio qui: nel tempo prezioso che dedichiamo alla preparazione.
E tu, di che stagione ti senti in questo momento? Se ti va, rispondi a questa mail, mi fa sempre piacere leggervi.
A presto,
Luigi Alighieri 338 809 5217
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