Cara anima,
Prima del Solstizio c’è un tempo sottile in cui il buio non chiede di essere capito, ma riconosciuto. Non è ancora il momento di scendere del tutto, né di riaccendere la luce. È il momento di stringere un patto silenzioso con l’oscurità. Il buio che ora ci avvolge non è vuoto. È un campo vivo, un laboratorio alchemico, un grembo che lavora mentre tu riposi. Come la terra in inverno, anche tu stai facendo qualcosa anche se non si vede. Oggi non serve cercare senso. Serve fiducia.
- Micro-pratica – Sedersi accanto al buio:
Siediti in un luogo tranquillo. Se puoi, abbassa le luci o accendi una sola candela. Chiudi gli occhi. Porta una mano al ventre e una al petto.
Respira. Ora, interiormente, pronuncia questa frase (o lasciala risuonare):
“Buio, puoi starmi accanto.”
Non chiedergli nulla. Non analizzarlo.
Senti solo se il corpo si rilassa anche di un millimetro. Questo è abbastanza.
- Pratica del corpo – Acciambellarsi:
Oggi concediti, anche solo per pochi minuti, di raccoglierti:
- una coperta
- una posizione rannicchiata
- le ginocchia al petto
- o semplicemente le spalle che si chiudono dolcemente
Non è chiusura.
È gestazione.
Il corpo lo ricorda.
- Gesto di bellezza e cura – Nutrire il buio:
Scegli qualcosa di scuro, caldo, terrestre:
- una tisana speziata
- del cacao
- una zuppa semplice
- pane con miele o marmellata scura
Mangia o bevi lentamente.
Come se stessi nutrendo qualcosa che lavora nell’ombra.
- Riflessione del giorno:
“Oggi non temo il buio.
Gli siedo accanto.
E mi lascio nutrire.”
Dal buio, con Presenza e Gratitudine,
al servizio della tua fioritura
Milena Surya Priya
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