Sūrya Priya Yoga by Milena Janković

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Giorno 14 — La Via Sottile di Santosha e Svadhyaya

Il silenzio che ti conosce. Il contentamento che non chiede nulla.

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Ciao anima bella,


Oggi entriamo nel cuore dello yoga più antico, quello che non si fa sul tappetino ma dentro la vita quotidiana: Yama e Niyama, le prime due “membra” dello Yoga Sutra. Sono la radice profonda della pratica, le linee guida interiori che portano equilibrio tra il mondo esterno e quello interno.

Fra queste, due sono medicine perfette per l’inverno interiore:

Non l’accontentarsi al ribasso, ma l’arte di trovare pace in ciò che è, senza inseguire, senza forzare.

È un ritorno alla semplice verità: sei già abbastanza, adesso.

Non introspezione mentale, non analisi. È ascolto sincero. È guardare dentro senza giudizio. È riconoscere ciò che si muove in te, nel qui e ora. In sanscrito, Sva significa “il proprio”, “ciò che è autenticamente mio”. È l’atto di sedersi vicino alla tua verità, senza paura.

Oggi camminiamo tra queste due forze:

una che accoglie, una che illumina.


Appoggia una mano sul cuore e una sul ventre. Fai un unico respiro profondo. Alla fine dell’espirazione ripeti interiormente:

“Così come sono, è sufficiente.”

È la porta di Santosha che si apre.


Prendi un foglio e rispondi senza pensare troppo:

  1. Cosa sto evitando di guardare?
  2. Cosa desidero davvero, sotto tutto il resto?
  3. Qual è una piccola verità che posso onorare oggi?

Non serve trovare una risposta perfetta.

Serve trovare la tua.


Disegna un’unica forma che rappresenta ciò che sei oggi. Una linea, un cerchio, una forma irregolare… ciò che emerge spontaneo.

Poi chiediti: “Cosa mi sta dicendo questa immagine?”


Scegli una vocale. Pronunciala tre volte, lenta. Senti dove vibra nel corpo:

Questa è una lettura sottile del tuo stato interiore.


Riempi una ciotola d’acqua solo a metà. Guardala per qualche minuto. Osserva come il “mezzo pieno” è già completo nella sua forma. Un gesto semplice, che nutre Santosha nella materia.


Dal Tao Te Ching:

“Chi conosce gli altri è sapiente.

Chi conosce sé stesso è illuminato.”

È Svadhyaya.

È l’arte di non fuggire da sé.



Mi ascolto, mi accolgo



“Accolgo ciò che sono, oggi.

Onoro la mia verità, anche se è piccola.

Oggi scelgo la sufficienza dolce e la chiarezza quieta.”



Con Luce, Verità e Gratitudine,

Al servizio della Tua fioritura

Milena Surya Priya




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