Benvenuto 2026.
Spesso gennaio arriva con la pressione dei nuovi propositi, degli obiettivi da fissare, della voglia di ripartire al massimo. E io stessa, per un attimo, sento quella tensione: “dovrei già brillare, essere pronta, avere chiarezza sul nuovo anno”.
E invece…
Gennaio mi sta insegnando una lezione che non è facile accettare.
Non dobbiamo essere sempre produttivi.
Sempre visibili.
Sempre “in fiore”.
In questi giorni sento forte quello che chiamo inverno interiore. Non ha molto a che fare con il freddo fuori, ma con uno spazio più silenzioso dentro. Un tempo in cui l’energia non spinge, non cresce verso l’esterno, ma chiede di ascoltare, di stare.
Per molto tempo ho vissuto questi momenti come un problema. Come se stessi “facendo poco”, come se qualcosa in me si fosse fermato. Poi, attraverso il movimento, lo yoga e il lavoro energetico, ho iniziato a vedere l’inverno per quello che è davvero: una fase necessaria. Un tempo di integrazione. Nel corpo lo sento chiaramente.
I gesti diventano più piccoli, il respiro più profondo, il bisogno non è quello di fare di più, ma di sentire meglio. È lì che accade qualcosa di prezioso: ciò che è stato seminato nei mesi precedenti comincia a trovare forma, anche se non è ancora visibile.
L’inverno interiore non chiede performance.
Chiede presenza.
Chiede gentilezza.
Chiede fiducia nel fatto che anche quando sembra che non succeda nulla, qualcosa sta lavorando in profondità.
Questa lettera arriva proprio da questo spazio intermedio nel quale sto. Un luogo sospeso tra ciò che è finito e ciò che deve ancora arrivare. E per la mente è frustrante. C'è questa sensazione che qualcosa stia arrivando, ma non so ancora cosa. E la mente vorrebbe saperlo subito, vorrebbe chiarezza, direzione, un prossimo passo ben definito.
Gennaio e febbraio sono mesi in cui molti di noi chiudono cicli, schemi, vecchie abitudini. C’è energia nuova che cresce, intuizioni che emergono, ma la chiarezza sul prossimo passo spesso non c’è ancora.
Questa è la verità: non c’è ancora.
Mi guardo allo specchio e mi vedo spenta.
La pelle più opaca, l’energia bassa.
Vorrei brillare, vorrei sentirmi espansa… e invece no,
invece di forzare, sto provando a restare.
Questo è lo spazio intermedio.
Quel momento in cui il vecchio non funziona più, ma il nuovo non si è ancora formato.
Le vecchie identità si chiudono, gli schemi abituali si interrompono, e quello che “avrei fatto di solito” semplicemente non c’è più.
È una grande pausa.
Per molto tempo ho creduto che questo stato fosse un errore, qualcosa da superare in fretta.
Ora sto imparando che senza questo vuoto il cambiamento non è possibile!
È proprio qui che le vecchie abitudini si allentano.
È qui che le radici si riorganizzano sotto terra.
Gennaio ci ricorda che il riposo non è tempo perso.
È tempo investito.
In questo spazio c’è un rischio enorme: tornare indietro.
Aggrapparsi a decisioni affrettate, a nuove direzioni forzate, solo per non sentire l’ignoto.
Lo capisco bene.
Ho imparato a sentirlo, osservandomi.
E ora sto scegliendo altro.
Disciplina, non intervento.
Restare invece di scappare.
Lasciare andare i vecchi schemi senza sapere ancora cosa verrà dopo.
Non sto cercando di fiorire adesso.
Sto accettando di essere seme.
È il vuoto tra due configurazioni della vita:
il vecchio non funziona più,
il nuovo non è ancora nato.
Senza questo spazio, il cambiamento non può accadere.
Qui le abitudini si interrompono, le identità si sciolgono, il corpo e la mente si fermano.
Ci sono giorni di intuizioni, altri di vuoto totale.
Picchi e cali di energia.
Niente di stabile.
Ed è scomodo.
Ma sento che è necessario. Il seme ha bisogno di restare sotto terra ancora un po’, al buio, al caldo, prima di emergere.
Per questo non voglio fuggire da gennaio.
Non voglio scappare dallo spazio intermedio.
È nel silenzio e nella calma apparente dell’inverno che si costruiscono radici forti, pronte a sostenere ciò che emergerà.
In questi giorni, ciò che mi permette di rimanere nello spazio intermedio sono gli strumenti che ho raccolto in più di 25 anni di pratica: yoga, movimento consapevole, respiro, terapia energetica, autoindagine. Mi aiutano a stare con ciò che è, senza correre, senza forzare, senza fuggire.
Se anche tu ti senti così, spenta, confusa, in pausa forzata, sappi che forse non sei bloccata.
Forse stai completando qualcosa.
Forse stai costruendo radici.
Se vuoi provare alcuni strumenti pratici ecco come puoi iniziare:
Pratica mattutina – lezione di prova gratuita:
Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 6:00 – 7:00h - Un dolce risveglio che dona energia, centratura e leggerezza per iniziare la giornata.
Pratica serale – lezione di prova gratuita:
Lunedì 19:00 – 20:00h - Uno spazio di calma dopo il lavoro e la frenesia del mondo esterno, per integrare la giornata e ritrovare equilibrio.
Programma 1:1:
Movimento consapevole, terapia energetica e autoindagine, per creare spazio, chiarezza e radicamento nella vita quotidiana.
Trovi QUI le informazioni sui corsi o scrivimi rispondendo a questa mail.
Promozione speciale:
Se ti iscrivi ai corsi di gruppo durante il mese di gennaio o di febbraio e porti un’amica, il primo mese lo pagate a metà prezzo.
Un modo dolce per condividere presenza, energia e calma in questo inizio d’anno.
Gennaio e febbraio non sono il momento di correre.
Sono il momento di restare, sentire, accogliere.
E se vuoi, possiamo farlo insieme.
Con dolcezza e presenza e amore
Al servizio della tua fioritura,
Milena Surya Priya
Seguimi sui miei canali social: puoi trovare diversi contenuti gratuiti:
instagram facebook youtube telegram tiktok sito
0 comments