Quello che non sta in un preventivo
Un martedì sera una mamma mi ha scritto per dirmi che aveva scaricato un'app. Sfoca lo sfondo, uniforma la pelle, toglie le occhiaie. Le foto del figlio in giardino le sembravano quasi professionali e voleva capire cosa ci fosse di diverso in quello che le proponevo io, a parte il prezzo.
Ho scritto tre risposte e le ho cancellate tutte. Nessuna rispondeva alla sua domanda, che era legittima. Quella che non sono riuscito a darle quella sera è diventata un articolo sul blog: cosa paghi quando scegli un fotografo, e perché non sono i clic.
Il mese che dico sempre
A chi mi chiede quando fare il ritratto di maternità rispondo sempre la stessa cosa: il settimo mese, o l'inizio dell'ottavo. La pancia è già rotonda, la schiena regge, le scarpe si allacciano ancora da sole. Poi arriva la realtà, che ha un calendario suo. Le mamme mi scrivono nell'ottavo mese avanzato, a volte a ridosso del nono, con la voce di chi si è ricordato all'improvviso di una scadenza. In questi giorni ne ho una in agenda alla trentottesima settimana, e non è un'eccezione.