Sūrya Priya Yoga by Milena Janković

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Flessibilità e comfort, come ritrovare leggerezza nel movimento.

La morbidezza del corpo




Cara


Secondo me, la flessibilità è sopravvalutata.

Lo penso da tempo, anche se insegno yoga e movimento da tanti anni e la flessibilità, nel mio percorso, ha avuto e continua ad avere un posto importante. Ma c'è una cosa che mi interessa sempre di più osservare. Non quanto lontano possiamo portare un movimento. Quanto bene riusciamo ad abitarlo?

Puoi essere molto flessibile e muoverti con tensione.

Puoi avere una grande mobilità e usare molta più forza del necessario.

Puoi arrivare con le mani a terra, aprire le anche, portare una gamba molto lontano e, allo stesso tempo, non sentire davvero cosa sta succedendo dentro quel movimento.

OK! La flessibilità è una possibilità. La qualità con cui la utilizziamo è un'altra cosa.

E qui entra in gioco la morbidezza. La morbidezza di un corpo che sa cedere senza perdere la propria stabilità. Che sa essere forte senza diventare duro. Che sa attivarsi quando serve e rilassarsi quando non serve più.

È qualcosa che sentiamo nel modo in cui respiriamo mentre ci muoviamo.

Nel modo in cui appoggiamo un piede.

Nel modo in cui lasciamo andare una tensione.

Nel modo in cui attraversiamo un passaggio senza cercare subito di arrivare dall'altra parte.

Mi piace pensare al corpo in questo modo perché il corpo ci accompagna ogni giorno. Non abbiamo bisogno di essere al massimo delle nostre possibilità per vivere bene dentro di lui. Abbiamo bisogno di poterci muovere, adattare, recuperare. Di avere abbastanza forza per sostenere e abbastanza morbidezza per lasciar andare.

Anche questo, per me, significa abitare il corpo.

Essere presenti mentre qualcosa si muove.

Accorgerci quando stiamo trattenendo.

Sentire quando possiamo fare un po' meno.

Lasciare che il respiro ci aiuti a trovare spazio.

E portare questa qualità anche fuori dal tappetino. Perché il corpo che impariamo ad ascoltare durante una pratica è lo stesso corpo con cui attraversiamo le nostre giornate. È quello che cammina, lavora, si stanca, riposa, abbraccia, porta pesi, cambia ritmo. È il corpo che ci accompagna nei momenti in cui la vita ci chiede di adattarci.

E lì che la morbidezza diventa una risorsa preziosa.

Non qualcosa da raggiungere, perché è già presente in noi. Una possibilità che possiamo coltivare.

È una delle esperienze che vorrei condividere con te durante Abitare il corpo.

Sette giorni insieme, dal 20 al 26 settembre.

Ogni giorno riceverai una piccola pratica di movimento, yoga, respiro, meditazione o ascolto direttamente nella tua email.

Non serve molto tempo.

Non serve esperienza.

Puoi semplicemente trovare un piccolo spazio nella tua giornata e vedere cosa succede quando, per qualche minuto, torni ad ascoltare il corpo.


ABITARE IL CORPO
20 → 26 settembre · 7 giorni · gratuito

Se vuoi partecipare, puoi iscriverti qui:


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Ci incontriamo lì.

Con Amore,
Al servizio della tua fioritura
Milena



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